La strada dei vini del Piave
La Strada dei vini del Piave si snoda principalmente sulla sponda sinistra del fiume ed è strada di castelli, di Pievi , di Botteghe dei vini e di Ville.
Allontanandosi dal Montello e dalle Colline attorno a Conegliano, il Piave si apre nelle larghe grave di pianura dirigendosi verso il mare, dove sfocia dopo essersi incanalato tra gli argini artificiali che guidano la sua parte terminale, voluti e realizzati dai veneziani per dirottare il pericolo di interramento progressivo della loro laguna.
Inizia qui, in territorio trevigiano, per terminare con il basso corso del fiume, in provincia di Venezia, la Denominazione d’Origine Controllata “Vini del Piave”.
La strada dei Vini del Piave, accompagnata da Castelli, Pievi, Ville e Botteghe dei vini, si snoda principalmente sulla sponda sinistra del fiume, sforzandosi di toccare la maggior parte - e sono davvero tante - delle località, delle aziende produttrici e della ristorazione degna di nota di questo angolo della marca trevigiana.
La Strada parte dal Castello di Conegliano, ovvero di ciò che resta della fortificazione attorno alla quale crebbe la città.
Attraversa quindi l’abitato, dove si respirano medievalità, arte e cultura, e lungo tutto un itinerario di paesi e borghi agricoli, arriva e termina ad Oderzo, città antica, già prospero borgo della Via Postumia ai tempi di Roma, è ancor oggi fiorente centro commerciale e culturale, la cui struttura urbana conserva intatta la bellezza dei secoli passati
1 Conegliano Le origini di Conegliano sono molto incerte e secondo gli esperti intorno al XIII sec. a.C. esisteva un insediamento organizzato sul Colle di Giano dove ora è situato il centro storico.
Nel 1337 Conegliano entrò a far parte del dominio della Serenissima Repubblica di Venezia e vi restò dal 1420 fino al decadimento di quest’ultima, conoscendo un periodo di grande sviluppo che la portò a diventare un centro commerciale e agricolo.
A partire dal dominio napoleonico, Conegliano seguì le sorti del Veneto fino al 1866, anno in cui venne annessa al Regno d'Italia che consentì alla città di vivere un grande momento di svolta con grandi opportunità sia nel settore agricolo sia in quello industriale. Inizia in questo periodo a formarsi lentamente una prima classe imprenditoriale che basa l' attività prevalentemente nel settore della produzione agricola e nelle attività ad essa connesse.
Nel 1868 nasceva la "Società Enologica Trevigiana" con azionisti di rilievo quali Antonio Carpenè e il comune di Conegliano, la cui maggiore attività si basava nella confezione di vini. In seguito la suddetta società si trasformerà in "Carpenè-Malvolti". Il nuovo secolo si apre con grandi opportunità per tutto il trevigiano e Conegliano riesce a dotarsi delle giuste infrastrutture che consentono la nascita di cotonifici, segherie, aziende nel settore del legno, del mobile e nel settore meccanico, attirando nuova forza lavoro.
Lo scoppio della prima guerra mondiale arresta però lo sviluppo e in seguito alla sconfitta di Caporetto la città, ridotta ad un cumulo di macerie, subisce un forte calo demografico. Vengono distrutti o messi fuori uso tutti i servizi vitali quali luce, acqua e molte delle infrastrutture create per lo sviluppo industriale di inizio secolo. Il primo decennio dopo la fine della guerra è interamente dedicato alla ricostruzione civile e industriale.
Con l’avvento della seconda guerra mondiale, il sistema produttivo e sociale, ancora non ben sviluppato e consolidato, subisce un nuovo crollo. Gli anni del dopoguerra segnano una profonda crisi delle attività tradizionali, specialmente nel settore tessile e serico, ma nel contempo si assiste ad un grande sviluppo in altri settori come quello degli elettrodomestici.
La ripresa economica fa accrescere nuovamente la popolazione ma la città non è preparata ad affrontare l’improvviso aumento così si interviene su tutte le strutture urbane, creando nuovi servizi, al fine di modernizzare la città e adeguarla alla nuova realtà venutasi a creare.
2 - San Vendemiano Il Comune di San Vendemiano è situato alla sinistra del Piave nella Pianura che dalle Prealpi si estende fino al Mare Adriatico. Il territorio, attraversato dai torrenti Fossadella e Cervada, comprende a nord le colline della Calpena mentre per la rimanente parte è pianeggiante. Il nome della città deriva da San Vendemiale Martire, vescovo africano, le cui reliquie sono conservate nella cattedrale di Treviso. Il territorio, caduto l Impero romano, passò sotto il dominio longobardo e, dopo la conquista dei franchi nel 774, fu incorporato nel feudo del conte-vescovo di Ceneda. In epoca medioevale, già prima del 1170, San Vendemiano, assieme a Conegliano e San Fior, fu assogettato alla sovranità di Treviso.
Attraversato dall' Antica Via Ongaresca, che collegava Treviso con le Fonti del Livenza, il territorio appariva ripartito nelle attuali frazioni di Zope (Zoppè), Sacconi (Saccon), Fossamerli (Fossamerlo), Crusnigo (Cosniga). Nel 1339 passò sotto la Repubblica Veneta divenendo sede di nobili famiglie veneziane, fra le quali quella dei Lippomano che fece erigere una splendida villa sulla collina più alta della Calpena. Dopo la caduta di Napoleone nel 1815 il Governatore del Lombardo-Veneto costituì il Comune di San Vendemiano attribuendogli autonomia giuridica.
L' economia locale è prevalentemente agricola ma negli ultimi anni si è evoluta fino a toccare i settori della produzione e del commercio dando luogo ad una presenza assai qualificata di imprese di ogni dimensione nel Veneto. In particolare sono presenti sul territorio comunale imprese di notevole rilevanza per quanto riguarda la lavorazione dell' acciaio, la produzione di elettrodomestici - tessuti - mobili d' ufficio - vetrate continue e le lavorazioni meccaniche ad alta tecnologia. Tradizionale e rinomata in tutto il mondo la produzione dei pennelli.
3 - Mareno di Piave Mareno di Piave è situato a sud di Conegliano, sulla sinistra del corso del Piave e nelle vicinanze del fiume Monticano. La zona acquinitrosa in seguito bonificata era nota in passato per la presenza degli arbusti adatti alla costruzione di canestri. Il paese era sviluppato lungo la via Ungaresca che da Treviso conduceva a Conegliano. Da qui passarono i Romani, Visigoti, Vandali, Unni ed infine i Longobardi guidati da Alboino che dominarono fino al 655. Nel mille a Santa Maria di Sala in località Talpon fu costruito un ospedale che doveva servire ai viandanti, nel 1368 un’alluvione lo distrusse. In epoca medioevale il paese fu coinvolto nelle lotte contro Treviso da parte dei coneglianesi e Ceneda.
Dal 1388 al 1797 visse sotto la dominazione veneziana. Da visitare la Chiesa Parrocchiale di Mareno del 1300, eretta su resti di una cappella che conserva affreschi del Canaletto e di Annibale Nicolosi e una Pala di Francesco Beccaruzzi datata 1550. La Villa Tron, risalente al XVI secolo, oggi Villa Donà delle Rose conserva un monumento sepolcrale del Doge veneziano Francesco Donà delle Rose attribuita al Sansovino, mentre Villa Paletti del XVII secolo conserva ancora il capitello dedicato alla Madonna del Caravaggio.
4 - Vazzola Vazzola si estende dal Piave al Livenza a mezzogiorno di Conegliano, ed è posta sulla destra del Monticano. Con le frazioni di Tezze e di Visnà, forma uno dei più vasti comuni del mandamento, comprende 2775 ettari di terreno. Il suo nome deriva da "lavacium", modificazioni nel corso del tempo in "Lavazola" e poi "Vazzola". La sua storia inizia nel secolo IX da profughi friulani fuggiti a causa delle invasioni dei Barbari.
Una parte del territorio venne disboscata per consentire l’insediamento abitativo, mentre la fascia sul Monticano venne lasciata intatta, tanto che ancor oggi si chiama Bosco. Feudo dei Collalto venne ceduta ai Da Caminoe i primi abitanti del Borgo cominciarono a costruire abitazioni stabili intorno al Favero che scorre nel mezzo del paese. Treviso riconosce la dipendenza di Vazzola da Conegliano nel 1292 e nello stesso periodo il podestà di Treviso comanda al "Capitano" di Oderzo di lasciar libero il Comune di Visnà di passare sotto le dipendenze di Conegliano. Sotto il governo della Repubblica Veneta aumenta la popolazione e viene costruita, si costruita la nuova chiesa. Il grandioso palazzo del Tiepolo, ora Polacco, testimonia come alcune famiglie di patrizi veneti, stabilissero qui le lore villeggiature: tra questi il conte Giulio Vidal, condottiero della Repubblica Veneta, morto a Vazzola nel 1548. Vazzola ha sempre avuto un grande valore ecclesiastico. La chiesa dedicata a San Giovanni Battista ospita grandiose opere artistiche dalla Deposizione di Jacopo Palma il Giovane, al S. Macario di Francesco Beccaruzzi allievo del Pordenone, al Giovanni nel deserto di Andrea Celesti agli affreschi della sacrestia di Pomponio Amalteo.
La chiesa di Visnà è stata rifatta completamente dopo la distruzione avvenuta durante la guerra del 1918. Importante la vecchia cappella romanica di Visnà, dedicata a S. Martino vescovo di Tours, rifatta nel ’600 e sistemata di recente. Dopo la disfatta di Caporetto, tutto la zona di Vazzola viene invasa nel 1917 dalle truppe austro-ungariche. Sulle rive del Monticano vengono combattute le più aspre battaglie, soprattutto in località Borgo Malanotte. Per onorare i morti di questa guerra viene eretto il cimitero di guerra di Tezze dove sono sepolti 355 caduti di nazionalità britannica.
5 - San Polo di Piave Situata a nord di Treviso, sulla sponda sinistra del Piave, in un territorio caratterizzato da una agricoltura intensiva in cui prevale la vite, San Polo di Piave viene citata attorno all’anno 1000. In questa zona passava la strada romana Augusta Altinate che collegava la pianura della Marca con il Trentino. Il centro fiorì lungo questa via, centro importante sia per gli scambi che per le fertili terre; inoltre il Piave in questa zona è relativamente facile da guadare. La torre di Rai fu costruita nel X secolo su fondazioni romaniche. Questo castello fu distrutto dall’orde di Pippo Spano. Visibili dall’esterno i ruderi e parte di una torre.
Meritano una visita la Parrocchiale di S. Polo, distrutta nel primo conflitto, e riedificata nel 1925, fu decorata da Guido Pini di Conegliano, la Chiesa della Caminada, che costudisce un notevole affresco del XIV secolo, il castello, il parco e le antiche cantine di Papadopoli in stile gotico-inglese, la Torre Caminese di Rai e la chiesa di San Giorgio di Rai che conserva notevoli affreschi tra cui la celebre "Ultima Cena".
6 - Ormelle Ormelle è situata fra i Comuni posti sulla sinistra del fiume Piave, in quel tratto pianeggiante della Provincia di Treviso, che va dalle ultime propaggini dei colli di Conegliano al confine con la Provincia di Venezia. Secondo gli studiosi di toponomastica l’etimologia di Ormelle deriva dalla pianta predominante nella vegetazione boschiva che anticamente ammantava l’intero territorio comunale.
Derivazione che per analogia nell’etimologìa di parecchie località del Veneto trova riscontro e che indicherebbe negli "olmi" le piante principi, da cui OLMELLE e quindi ORMELLE. La tesi è avvalorata anche dalla tradizione che vuole costruite con le giovani piante di olmo le "l’ormèe", cioè i recipienti atti a spillare il vino.
Numerosi ritrovamenti romani sono databili al I o II secolo d.C. Dopo la fuga verso la laguna per le invasioni barbariche, la zona ritorna a rifiorire dopo il XII secolo per la vicinanza con il fiume Piave, via naturale per commerci di legname e di prodotti agricoli. Nel XIII secolo dipendeva da Treviso. In seguito, il Piave portò con se alluvioni disastrose, con conseguenti periodi di carestie. Sotto la Serenissima ci fu un lungo periodo di pace e rifiorì l’economia. Durante la prima guerra mondiale il paese subì la distruzioni del campanile seicentesco e il furto delle campane.
7 - Ponte di Piave Il comune si estende in buona parte alla sinistra del Piave dove infuriarono i combattimenti della 1° Guerra Mondiale. Insediamento Romano molto attivo, è cresciuto con l’avvento del Cristianesimo attorno all’antica pieve di San Romano di Negrisia (allora Nigritalia).
Le alluvioni e la malaria decimarono per secoli la popolazione, tanto da costringere le persone a trasferirsi in zone più sicure situate lontano dal fiume fino a quando la zona boschiva ed acquitrinosa non fu bonificata. Ponte di Piave, essendo a metà strada, subì le conseguenze delle lotte tra i vari signori di Treviso e di Oderzo. Dopo varie lotte, il territorio finì sotto il dominio di Guecello II da Camino, a quel tempo alleato di Cangrande della Scala che voleva conquistare la Marca.
Nel 1339 il trevigiano passò alla Serenissima, che contribuì ad incrementare il commercio e l’agricoltura anche in questa zona depressa. Nel 1570 il Piave, in seguito ad un grande straripamento, cambiò corso, ed alcuni villaggi che erano sulla destra si ritrovarono sulla riva sinistra del fiume. Durante il primo conflitto mondiale il paese fu completamente raso al suolo, i più interessanti edifici della conseguente ricostruzione sono le chiese di Ponte di Piave e Negrisia ed alcune ville caratteristiche del periodo. T
ra le case dominicali si ricorda villa Wiel a Negrisia affrescata esternamente, contornata da un grande parco. Oggi Ponte di Piave e’ anche un centro industriale e artigianale. Lo scrittore contemporaneo Goffredo Parise scelse di abitare a Ponte di Piave e ne divenne cittadino onorario. Alla sua morte lasciò al Comune l’abitazione che, in base alle sue volontà, e’ attualmente destinata a fondazione e attivo centro di cultura.
8 - Cessalto Situato all'estremo sud della Marca trevigiana, Cessalto in età romana è stato attraversato dalla strada consolare Annia che da Altino conduceva a Concordia ed Aquileia. Da dati storici si pensa all’esistenza di un castello che nel 1100 fu ereditato da Guecello da Camino, distrutto durante le guerre tra i Caminesi e i Collalto.
Successivamente alle dipendenze del Vescovo di Ceneda ed infine della Serenissima Di notevole interessa la Chiesa Parrocchiale di Santa Croce, ristrutturata nel 1634 che ospita una pala di Pietro Liberi e la chiesa di Santa Maria di Campagna, parrocchia nel 1510.
Villa Bronzin del 1400 e Villa Zeno di Andrea Palladio del 1565, ridotta ad usi agricoli ed abbandonata, rimangono le due barchesse e portico a tre archi. Questa villa era la terza nella provincia di proprietà del Palladio. Merita una visita la Villa Emo Capodilista del 1550, affrescata da Giovanbattista Zelotti e da Giovanni Antonio Fasolo, allievi del Tiepolo. Il territorio è segnato da una notevole rete di risorgive, che favorisce nella zona la crescita di una rigogliosa vegetazione.
9 - Motta di Livenza A est della Marca trevigiana ai confini con il Friuli è attraversata dal Livenza. La parola motta sicuramente deriva da primitivi dossi artificiali detti "motte" che sono stati rilevati nella zona, e loro funzione, religiosa, militare o astronomica non è stata ancora accertata. Data la sua collocazione chiave per il controllo delle vie d’acqua, a confine tra il Trevigiano e il Friuli, Motta di Livenza è sempre stata oggetto di contesa, e subì nei secoli XI-XVI i continui mutamenti politici. I signori che la governavano furono i Caminesi, i Trevigiani, i Vescovi di Ceneda, gli Ezzelini ed infine, dal 1338 fu aggregata alla Repubblica Veneta.
Nel 1630 una terribile pestilenza convogliò gente verso questo centro e ne favorì la crescita economica. I Veneziani fecero restaurare il Castello della Motta, costruito nel IX secolo e costruirono il Duomo e la Loggia. Dopo la disastrosa alluvione del 1882 venne deviato il corso del Livenza e spostata la confluenza con il fiume Monticano. I Luoghi che meritano una visita sono il Duomo di S.Nicolò, fondato nel 936 e riedificato nel XVI secolo sotto la direzione del Sansovino dove, al suo interno, vi sono opere del Malombra, del Pomponio Amalteo, del Leandro Bassano e di Palma il Giovane e la chiesa di San Giovanni Battista, la più antica del territorio con un affresco del cinquecento. Il santuario della Beata Vergine dei miracoli, annesso al convento francescano è meta di pellegrinaggi e al suo interno sono conservate opere del Sansovino, e pale di Palma il Giovane e Cima da Conegliano.
10 - Meduna di Livenza Meduna di Livenza è situato ad est della marca trevigiana, ai confini con il Friuli, sulla sponda sinistra del fiume Livenza. Il castello medievale risale al 1000 ed era sotto la giurisdizione di Aquileia. Nella prima metà del ’300 i da Camino tentarono invano di impadronirsene. Il periodo che seguì fu caratterizzato da scontri interni finchè la sottomissione a Venezia portò ordine nel 1420. Il Palazzo del Governo è sito sulla sponda sinistra del Livenza ed è stato costruito sui resti dell’antico castello e utilizzando il palazzo dei patrizi veneti Micheli di Meduna. I resti del castello medievale sono visibili sul lato Sud-Est
11 - Oderzo Collocata ad est della marca trevigiana, a metà ’800 nel centro storico furono rinvenute testimonianze dell’antica Opitergium romana. Da allora i numerosi scavi compiuti nella città di Oderzo hanno portato alla luce mosaici, pavimentazioni e fondamenta, necropoli,terme e banchine di un molo fluviale. Parte dei reperti archeologici sono conservati nel Museo Civico di Oderzo. Altri resti di edificazioni romana vanno a costituire un itinerario archeologico a tappe che si snoda nella cittadina: il foro romano tra via Roma e via Mazzini con i resti di una basilica e botteghe, la via dei Mosaici e Le terme del I secolo d.C. in via Savonarola. Nella galleria pedonale di piazza Castello, è visibile la strada lastricata e in via Spinè le necropoli. Pavimenti e mosaici sono siti in piazza ex Foro Boario e all incrocio tra via Roma e Dalmazia i resti di un pozzo e di una strada romana.
12 - Fontanelle Fontanelle è situata a sud di Conegliano sulla statale che conduce a Oderzo e deve il proprio nome grazie alla zona ricca di risorgive. Ritrovamenti paleoveneti sono stati rinvenuti un po ovunque. Il paese fu colpito da un terremoto nel 1348, da un ’epidemia nel 1360 e nel 1631. Nel medioevo il paese era attraversato da una via che collegava il Friuli al resto d’Italia. Nel 1358 la zona era dominata dai Collalto di Susegana, e nel 1388 passo sotto la dominazione veneziana. La Chiesa Parrocchiale di Fontanelle, risalente al XV sec., custodisce un prezioso organo del De Lorenzi. Villa Tiepolo, ricostruita nel XVII sec., è di proprietà del conte Alessandro Marcello.
13 - Cimadolmo Sulla sponda sinistra del piave a sud di Conegliano prende il nome dalla pianta dell olmo. Il paese fu fondato dai frati dell’Abbazia di Noantola, l’eremo fu fondato nel 751 dal frate Benedettino Sant’Anselmo. La sponda sinistra al tempo della Serenissima non era protetta da argini, dopo le inondazioni del XIV secolo, il paese fu ricostruito più lontano dal fiume. Alla fine della I° guerra mondiale, il paese fu al centro di aspre battaglie quando il fronte si spostò sul Piave dopo la ritirata da Caporetto. La zona è famosa per la coltivazione dell’asparago bianco e per i vini delle grave del Piave.
14 - Maserada di Piave In antichità Maserada era un’arcipelago di isole tra i rami del fiume Piave. Qui si insediarono i romani che organizzarono il territorio dividendolo in pievi e introducendo la fede cristiana (editto di Costantino del 313 d.C.) Un notevole incremento delle attività agricole si ebbero con gli Unni, che qui si insediarono e bonificarono il territorio. Nel 1407 e nel 1450, le inondazioni del fiume segnarono il territorio. Infine la Serenissima riportò un periodo di pace e in quel periodo si incrementò la costruzione di dimore di campagna dei nobili
15 - Susegana A nord della marca trevigiana, nelle vicinanze della città di Conegliano, il Comune finisce sull’argine del fiume Piave. Susegana è nota nella storia per i Conti di Collato che scelsero le vicine colline per edificare i loro castelli. ll patriarca di questa famiglia fu Rangbaldus, grande guerriero e abile diplomatico nel periodo di Carlo Magno e nel 1327 i sui discendenti divennero conti di Collalto. I Collalto, amarono circondarsi di grandi maestri quali: Francesco da Milano, il Pordenone"(Giovanni Sacchis) e Tommaso da Modena. Il paese ha un notevole sviluppo con la costruzione della Pontebbana nel periodo napoleonico.
16 - S. Lucia di Piave Si suppone che le origini di Santa Lucia siano antichissime e risalgano al 661 d.C. La Fiera di Santa Lucia che risale al 1313 nasce nella zona di scambio di merci, dove transitava la famosa Via Claudia Augusta Altinate, in seguito Ogaresaca, nelle vicinaze di uno dei più importanti guadi sul fiume Pieve, in località Lovadina. L’appuntamento si consolida annualmente dopo il 1800, al termine della stagione agricola e durante la fiera vengono scambiati frutti della terra e gli animali. Da visitare il Santuario, in località Ramoncello, che ospita affreschi di notevole bellezza e una Madonna in legno a ricordo dell’apparizione della Madonna, la Chiesa Arcipretale del 1875, che fu costruita sui resti di un tempio romano, custodisce opere della scuola del maestro Riccardo Granzotto, conosciuto anche come fra’ Claudio.